Tag

Ne ero consapevole già all’inizio, già quel primo istante in cui dalla tastiera del mio telefonino è partito un sì….

Le cene di classe fatte a distanza di anni sono una vera noia, soprattutto se tutti i tuoi ex compagni lavorano in banca, fanno i venditori, hanno un’attività e tu sei l’unica ad avere un lavoro “bohemienne”…o meglio un’occupazione che la maggior parte dei provincialotti considera “diverso”…quasi un passatempo…

Tutta la sera a parlottare di soldi, ufficio, investimenti e io intenta a contare il numero di posate, tovaglioli, bicchieri, una serie di sguardi scambiati con persone sedute ad altri tavoli ben più ameni, sguardi di autentica comprensione…ed io a pensare “ma chi cavolo me lo ha fatto fare???”

Poi improvvisamente, quando il gruppo si accorge che la sottoscritta non partecipa attivamente alla interessantissima discussione su come investire i soldi a Paperopoli, la situazione se è possibile peggiora…

Tutti a fissarmi, una lente di ingrandimento gigante mi separa da loro e sotto ci sono io. Una serie di domande a raffica che mi hanno fatto tanto rimpiangere le interrogazioni da incubo della nostra proff. di italiano…certo lei sapeva fare domande più interessanti!

I brividi lungo la schiena durano un attimo, il tempo di decidere che i “creativi” sono persone da prendere così, sono strani, umorali, approssimativi…ogni aggettivo brillava nel buio come un insulto.

Ma il momento migliore di queste occasioni, che fortunatamente capitano di rado nella vita e da oggi mai più almeno nella mia, è quando tutti cominciano a rievocare i “bei tempi andati”..ecco se sono andati un motivo c’è, chiedetevelo…non serve pensare ancora alla volta che si è fatto lo scherzo alla proff. stronza di matematica e nemmeno buttar li un vago “dovremo rifarlo una di queste sere…troppo divertente..”

Sia chiaro, è normale che si finisca a parlare di quello che si faceva riesumando aneddoti divertenti, dopottutto le nostre vite da lì hanno preso strade diverse ed in comune ci restano solo i ricordi, ma mi sarebbe davvero piaciuto guardarli negli occhi e sentirli parlare di loro stessi…sono davvero felici?? si vedevano così da “grandi”?

Invece a nessuno interessava un fico secco di parlare di questo, ma solo di ciò che rappresentano nel mondo attraverso la loro posizione sociale….bah!

Noi creativi si sa, siamo anche emotivi, quindi spesso ci lasciamo trascinare, ma il bello delle cose è proprio sentire vibrare le emozioni sulla pelle…

 

Annunci